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Palestra Bu Do Kan
Presentazione
Scopo della società BU DO KAN è la pratica, l'insegnamento e la diffusione delle arti marziali, con particolare attenzione al karate tradizionale. L'attività è indirizzata soprattutto a giovani e giovanissimi; la preparazione pre-agonistica e agonistica sono scopi primari. La società è affiliata alla F.I.K.T.A. (Federazione Italiana Karate Tradizionale e discipline affini) e all' A.I.C.S. (Associazione Italiana Cultura e Sport). L'Associazione Sportiva BU DO KAN è stata fondata nel 1980 dal Maestro Giorgio Gazich.

 

Bu Do Kan
Luogo dove il nobile guerriero impara la via
NOBILE inteso come nobile d'animo e VIA intesa in senso spirituale.
Questi valori umani uniti alla professionalità dei tecnici formati dal Maestro Gazich hanno consentito alla Società di portare atleti a gareggiare e a vincere a livello nazionale e internazionale. Professionalità, serietà, rigore e costanza nell'allenamento, rispetto della tradizione e della marzialità sono le caratteristiche distintive della scuola di Karate del BU DO KAN

Il Direttore Tecnico del BU DO KAN, Maestro Giorgio Gazich, pratica e studia karate da oltre 30 anni. E' istruttore dal 1978,
Maestro e Arbitro nazionale dal 1982, Arbitro internazionale dal 1990. Nel gennaio 1999 la FIKTA gli ha conferito il grado di 6° DAN. Ha formato agonisti di rilievo nazionale e internazionale, numerosi istruttori, alcuni maestri ed un centinaio di cinture nere. E' attualmente un punto di riferimento per lo sviluppo della Scuola di Karate Tradizionale nel nostro territorio. In 25 anni di insegnamento ha avvicinato a questa disciplina oltre 2000 persone. Si allena costantemente dal Maestro Hiroshi Shirai, 9° Dan, promotore e guida del Karate tradizionale a livello nazionale ed internazionale.

 

Direttore Tecnico

Maestro Giorgio Gazich

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

         
           
           
               
   
La Società
Da 25 anni tra le prime in italia
In oltre vent'anni di attività l'Associazione ha avvicinato alla pratica del karate circa 2000 persone; attualmente gli iscritti praticanti sono circa 300. Si insegnano le arti marziali, in particolare il karate tradizionale, a livello amatoriale e agonistico, Si tengono corsi per uomini e donne di ogni età, anziani, giovani e bambini.
Nelle palestre BU DO KAN troverai le diverse possibilità di praticare una disciplina sportiva completa, che favorisce lo sviluppo ed il mantenimento di un'ottima forma fisica ed aiuta a raggiungere una condizione di equilibrio interiore.
La BU DO KAN si mantiene fedele alla tradizione delle arti marziali; nell'insegnamento del karate cerca di trasmettere non solo la gestualità tecnica, ma anche tutta la ricchezza di una disciplina antichissima utile ancora oggi per conoscere meglio se stessi e il mondo circostante.
Inoltre si organizzano corsi di ginnastica dolce, ginnastica di mantenimento, aerobica, step, corsi di ballo caraibico, latino americano e liscio.
L'Associazione Sportiva BU DO KAN è stata fondata nel 1980 dal Maestro Giorgio Gazich, 6° Dan

 

Perchè imparare il "Karate"
Il karate è indubbiamente uno sport completo: coinvolge ogni parte del corpo sviluppandolo in modo armonico e simmetrico, dà scioltezza articolare, tonifica, sviluppa i riflessi e la coordinazione.

Il karate non è uno sport violento ma è una disciplina che cura lo sviluppo psicofisico, rafforza il corpo ed il carattere. Oltre a ciò è estremamente utile come autodifesa: attraverso la consapevolezza delle proprie potenzialità e capacità, consente di acquisire maggiore sicurezza e determinazione.

 

I bambini, divertendosi, imparano la disciplina, l'autocontrollo e le regole fondamentali per una buona convivenza sociale.

 

^ UP

 


Maestro Gichin Funakoshi, fondatore dello ShotokanIl Karate Tradizionale
Storia ed evoluzione
La storia del karate si perde nella notte dei tempi: fatti, miti, leggende spesso si intrecciano ed è difficile individuare un unico filo conduttore.

Di certo sappiamo che il karate tradizionale, come arte di autodifesa, è nato ad Okinawa, isola principale dell’arcipelago delle Ryukyu, situato a metà strada tra Cina e Giappone, e si è sviluppato in un arco di tempo molto lungo.
La sua tecnica si basa sul principio del “Tode”, il quale deriva dal “Chonfa”, l’arte di combattimento della Cina: una forma di autodifesa senza l’uso delle armi.
Il karate tradizionale è la combinazione della forma di combattimento di Okinawa e della filosofia del Budo Giapponese.
Il karate era praticato sin dagli albori del XX° secolo in gra segreto: l’insegnamento autentico è quello trasmesso direttamente da Maestro ad allievo, da cuore a cuore. Solo agli allievi più fedeli e più vicini al Maestro veniva fornita la spiegazione “esoterica”, cioè profonda e autentica, delle tecniche e della filosofia ad esse sottesa.
I maestri si allenavano di notte, lontani dai centri abitati, senza lasciare nulla di scritto ed insegnando solo agli allievi più fidati.
Questa atmosfera di segretezza dura ininterrottamente fino al XX secolo.

Centrale nella storia del karate è la figura del Maestro Gichin Funakoshi, (1868 – 1957 ) il fondatore dello stile Shotokan.
A lui si deve infatti la divulgazione, la conoscenza di massa e la codificazione delle regole della disciplina. Egli stabilì la grafia definitiva della parola Karate (mano vuota) , e aggiunse il suffisso do, che significa via: questo stava ad indicare che il karate-do è la tecnica di autodifesa senza l’uso delle armi. Tutto è basato sulle potenzialità del soggetto, sulla concentrazione della mente e l’allenamento del corpo.

Il M° Funakoshi riuscì a diffonderne la pratica al di fuori dei confini dell’isola di Okinawa e a farlo accettare alla pari delle altre discipline del Budo.

“L’arte divina della mano nuda del mare del Sud,
sono rammaricato, non deve finire;
altri la porteranno al successo
lo prometto al cielo blu, con il mio cuore”

In questa poesia scritta dal Maestro Funakoshi è racchiusa l’eredità spirituale e morale che il Maestro ha lasciato ai suoi allievi e a tutti i praticanti del karate.

Nella seconda metà del XX° Secolo, dopo la 2° guerra mondiale, il karate si diffonde in occidente.
I Maestri Yoshitaka Funakoshi, Nakayama, Hidetaka Nishiyama, Taiji Kase, Enoeda, hanno ridefinito e codificato il karate tradizionale che oggi noi pratichiamo.
Questo straordinario patrimonio di conoscenze tecniche , morali, filosofiche, è stato raccolto e ulteriormente arricchito, con uno studio che prosegue tutt’ora, dallo straordinario lavoro che il Maestro Hiroshi Shirai sta svolgendo in Italia insieme a tutta la F.I.K.T.A. e a livello internazionale, insieme all’I.T.K.F.

Nel KARATE TRADIZIONALE è centrale l’idea di TODOME-WAZA o “colpo conclusivo”: con un’unica tecnica definitiva, con l’uso del corpo e senza l’uso di armi o attrezzi, il karateka deve essere in grado di distruggere la capacità offensiva dell’avversario. Questa abilità altamente tecnica rende il karate tradizionale una forma di “arte” sublime.
Poiché l’allenamento di karate tradizionale richiede l’uso dinamico del corpo intero, i benefici fisici sono di altissima qualità. Il karate tradizionale mira allo sviluppo dell’intera persona: esso porta anche vantaggi a livello mentale ed emotivo.
L’obiettivo finale nel karate tradizionale non è semplicemente la perfezione delle abilità di combattimento quanto piuttosto lo sviluppo totale della personalità del praticante.

Le regole di gara I.T.K.F. e quindi F.I.K.T.A., si basano sul “SHIAI DEL BUDO”.
La parola “SHIAI” significa “mettersi alla prova con l’altro”: cio’ significa che lo scopo del confronto tra due individui é quello di sviluppare le proprie abilità e non soltanto quella di vedere chi sconfigge l’altro.

Il rispetto reciproco è il principio fondamentale delle gare di karate tradizionale.
Il miglioramento tecnico si ottiene attraverso un costante allenamento delle tecniche fondamentali.

Le categorie delle gare di karate tradizionale sono le seguenti:
- kumite ( combattimento libero) , maschile e femminile, individuale e a squadre;
- kata ( forma) maschile e femminile, individuale e a squadre;
- Enbu ( dimostrazione di tecniche di attacco e difesa simulando un combattimento reale) eseguito da una coppia uomo/donna oppure uomo/uomo;
- Fuku-go (combinata di kata e kumite)

LE COMPETIZIONI PER GLI AGONISTI
Sono “agonisti” tutti gli atleti dai 15 ai 35 anni compresi, a partire dal grado di cintura nera 1° Dan.
Gli agonisti gareggiano suddivisi in categorie sulla base dell’età, del peso, del grado.

Le categorie sono le seguenti:
CADETTI: 15/16 anni – femmine +/- 50 kg. Maschi +/- 60 kg. – Fascia C ( 1° Dan)
SPERANZE : 17/18 anni – femmine +/- 55 kg. Maschi +/- 70 kg. – Fascia C (1° Dan)
JUNIORES: 19/21 anni – femmine +/- 55 kg. Maschi +/- 75 kg. – Fasce C (1° Dan), B (2° Dan),
A (da 3° Dan in poi)
SENIORES: 22/35 anni – femmine +/- 60 kg. Maschi +/- 75 kg. – fasce A-B-C ( come sopra)
Nel KATA A SQUADRE possono gareggiare anche atleti della categoria MASTER, ovvero dai 35 anni in poi).

LE COMPETIZIONI PER I BAMBINI E I RAGAZZI
Gli atleti fino al 14° anno di età sono “preagonisti” e rientrano nella categoria “PRIMAVERA”: per loro sono previste gare individuali e a squadre a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale:
- GIOCHI PRIMAVERA: gara nazionale di kata/kihon ippon kumite a coppie e a squadre
- TROFEO TOPOLINO: gara internazionale di kata individuale di kata a squadre;
- MEETING EUROPEO DEI RAGAZZI: gara internazionale di kata individuale e a squadre, alla quale partecipano anche gli agonisti della categoria CADETTI.

La competizione per la categoria PRIMAVERA è educativa e formativa: i ragazzi imparano a confrontarsi con gli altri, a vincere l’emozione per la competizione affrontando questo momento come un gioco di gruppo, a rispettare regole e avversari, a fare i conti con i propri limiti e anche con le proprie potenzialità.

 


Il Kata
La forma
Nel Karate-do il kata è un esercizio individuale che rappresenta un combattimento reale contro più avversari immaginari. Nella lingua giapponese la parola “kata” significa “forma”: nell’esecuzione dell’esercizio rivestirà quindi importanza primaria proprio la qualità formale delle singole tecniche, delle posizioni e degli spostamenti.

Tuttavia, se ci si limitasse al solo aspetto estetico, si commetterebbe un errore sostanziale: il kata, infatti, deve rappresentare un vero e proprio combattimento, seppur codificato, percio’ deve esprimere efficacia, sia dal punto di vista tecnico che strategico.
Esso rappresenta per i praticanti l’essenza dell’arte marziale, perché racchiude in sé sia lo studio delle tecniche fondamentali (kihon) che il ritmo e la tattica del combattimento (kumite): è perciò basilare per la ricerca della “Via” (do).
Gli antichi maestri hanno estratto dalla realtà dei combattimenti i principi fondamentali delle tecniche e delle strategie, condensandole in sequenze di studio. L’esperienza di una vita spesa nella ricerca portava il Maestro ed i suoi migliori allievi a creare un kata, approfondendo lo studio di tutte le possibili applicazioni. Il kata era poi trasmesso a tutti gli allievi, diventando una specialità tecnica e il principale strumento di didattica della scuola.

I kata, quindi, contengono tutto il patrimonio di conoscenza del karate tradizionale tramandato da Maestro ad Allievo.
Ogni kata è composto da una serie di movimenti che ne costituiscono la caratteristica evidente ma presenta altri elementi che sfuggono alla comprensione immediata: i Maestri che li hanno creati hanno spesso volutamente mascherato il significato di alcuni passaggi per evitare che altri se ne impossessassero. Così, ad esempio, i kata vennero mimetizzati in danze innocue, di cui solo gli iniziati riconoscevano l’essenza, nel periodo in cui a Okinawa vigeva la proibizione di praticare le arti marziali.
Ogni kata inizia e finisce con il saluto: l’esecutore esprime così il suo stato di massima attenzione (zanshin) che si evidenzia nel momento del kiai (grido).
Allo stile “Shotokan” appartengono una cinquantina di kata ma ne sono effettuati poco meno di trenta che vengono classificati in base alle necessità didattiche, secondo un creterio progressivo.

Nell’esecuzione del kata occorre fare particolare attenzione alla capacità di esprimere la forza totale, interna ed esterna, fisica e mentale, nell’esecuzione delle tecniche, che devono essere sostenute dal corretto uso della respirazione e della contrazione addominale (kime) che, in particolari momenti, esplodono nel kiai (grido).
Forma, dinamica, transizione, potenza, maestria sono le componenti fondamentali nella esecuzione di un kata e costituiscono al contempo i criteri di valutazione durante le competizioni.
Le gare di kata sono due: individuali e a squadre. Nelle gare a squadre, oltre ai punti sopraelencati, occorre porre particolare attenzione anche al sincronismo nell’esecuzione.
Le squadre devono inoltre eseguire l’applicazione ( bunkai) di alcune tecniche del kata previsto nella specifica gara.

 


Il Kumite
Combattimento
Il combattimento rappresenta il momento di scontro tra due Il combattimento rappresenta il momento dello scontro tra due avversari ognuno dei quali puo’ portare attacchi isolati o in successione, o in combinazione, avendo come scopo il superarsi a vicenda senza, tuttavia, colpirsi con la deliberata volontà di procurare un danno fisico.
Cio’ implica il controllo del colpo: questo è l’aspetto più interedssante ma allo stesso tempo più complesso dell’allenamento del combattimento libero, poiché il concetto di “controllo” non ha semplicemente un significato fisico ma rappresenta un esercizio di alta intensità e concentrazione psichica.

L’avversario dovrà essere affrontato con serenità di spirito e con la piena convinzione di doverne rispettare la capacità tecnica, la dignità personale e l’integrità fisica. Il praticante, in altri termini, non deve mai affrontare l’avversario con l’intenzione di prevalere sul piano fisico esercitando una forza che sarebbe fatta solo di brutalità, bensì deve cercare di affermare un primato tecnico e psicologico dimostrando di avere messo a frutto in modo migliore i risultati dell’allenamento. E’ particolarmente importante riuscire a mantenere un alto livello di concentrazione mentale in modo da essere preparato a respingere qualsiasi attacco in quanluque modo e in qualunque momento venga portato avendo, nella stesso tempo, la prontezza necessaria per far seguire immediatamente una tecnica di contrattacco.
Altrettanto importante è riuscire a disturbare il grado di concentrazione dell’avversario facendone diminuire il livello e l’intensità atraverso una serie di spostamenti e di finte che consentano di portare poi l’attacco prescelto nel momento in cui l’avversario è meno preparato a respingerlo.

(Fonte: "Manuale di Karate" del Maestro Hiroshi Shirai).

 


L'Enbu
Simulazione realistica di combattimento
L’ENBU è la simulazione di un combattimento reale nella tradizione del BUDO, un combattimento libero (KUMITE), cioè per la vita o per la morte.
Le azioni devono essere improntate alla massima efficacia ma anche all’economia del movimento e del tempo, con l’utilizzo di una strategia adeguata.

Trattandosi di una specialità molto particolare e tecnica, la prestazione degli atleti è valutata in base ad una serie di parametri.

TECNICA: L’uso delle tecniche deve essere effettuato in maniera corretta secondo i canoni del karate tradizionale.
Indispensabile è possedere UKE WAZA e KIME WAZA.
Si intende per UKE WAZA la capacità di padroneggiare una tecnica di parata, diverse schivate ( SABAKI e KAWASHI ), in modo tale da neutralizzare completamente un attacco dell’avversario.
Si intende per KIME WAZA una tecnica definitiva – TODOME – ossia tecnica della massima efficacia, tale da porre fine ad un combattimento.

DISTANZA: Possedere la padronanza della distanza in ogni situazione significa capire la propria posizione rispetto a quella dell’avversario, quindi avere una conoscenza estrema di MIKIRI, conoscere ISSOKU ITTO, utilizzare la giusta strategia per sviluppare UKE WAZA o KIME WAZA.

TEMPO: Per TEMPO UTILE si intende la capacità di eseguire una strategia di SHIKKAKE WAZA o OJI WAZA nel preciso istante in cui la distanza e la situazione lo consentono.
Tempo e distanza, affinché una tecnica sia efficace, sono strettamente collegati e complementari. Per utilizzate bene il tempo, occorre sapere valutare la distanza
( MIKIRI) .
La buona conoscenza del tempo e della distanza consentono di mettere in atto STRATEGIE EFFICACI.

COREOGRAFIA: Per COREOGRAFIA si intende la scelta di una o più tecniche di elevata difficoltà che possono anche produrre azioni spettacolari.
Queste, tuttavia, non devono essere fine e se stesse o andare a scapito dell’efficacia e della capacità tecnica.
L’ENBU deve anche essere basato sulle caratteristiche fisiche e tecniche specifiche di ogni singolo atleta: in questo modo verranno esaltati maggiormente l’originalità e l’aspetto ginnico-sportivo dell’esecuzione.

ASPETTO DEL BUDO: Per ASPETTO DEL BUDO si intende mantenere una elevata capacità di concentrazione , zanshin e spirito combattivo, per tutta la durata del combattimento. L’atteggiamento mentale – ZANSHIN - trova un suo riscontro a livello fisico, consentendo all’atleta di sfruttare al massimo le sue qualità tecniche in relazione al tempo e alla distanza e quindi elevando il suo livello di KURAI.

 


Il Fukugo
Forma e combattimento
La gara di fukugo prevede l’alternarsi di fasi di kumite e kata. Le fasi sono organizzate in modo che, in ogni caso, l’ultimo incontro sia di kumite.
Emerge l’atleta in grado di eccellere sia nella specialità tecnica del kata che nel kumite, dove è invece determinante la grinta, la volontà di emergere e di imporsi sull’avversario.
L’atleta deve essere versatile, pronto a confrontarsi nelle prove di forma, dove centrali sono la concentrazione e la precisione, e subito dopo nel kumite, dove il diretto confronto con un avversario impone l’attenzione alla giusta strategia e alla corretta scelta di tempo per vincere.

Il Fukugo è una gara molto particolare: solo l’atleta completo, con caratteristiche fisiche tipiche dello “specialista” di kata, ma con il carattere che contraddistingue il combattente “puro”, è davvero adatto a questa specialità.
Nella gara di fukugo si confrontano gli atleti più giovani (17/18 anni) nella categoria Speranze, i più esperti nelle categorie Juniores/senjores (19/35 anni)

 

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Il Bu Do Kan oggi

L'attuale Consiglio Direttivo in carica è così composto:

 

Presidente
Maestro Giorgio Gazich

 

Vice Presidenti
Ernesto Cardani

Marco Colombo

 

Direttore Tecnico
Maestro Giorgio Gazich

 

Tesoriere
Francesca Folloni

 

Consiglieri
Giorgio DeBernardi
Pino Tuzzolino
Maurilio Zagato

Paolo Garghetti

 

Segretaria
Anna Gomiero

 

 

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NUOVA STAGIONE SPORTIVA, NUOVI TECNICI AL BU DO KAN
Biliancio anno sportivo 2006/07
Riaprono le scuole “tradizionali” ma riapre anche la scuola di karate e danza della polisportiva BU DO KAN.
L’anno sportivo 2006/2007 si è chiuso con un bilancio decisamente positivo per gli allievi del Maestro Giorgio Gazich .

I risultati agonistici sono davvero notevoli:

- abbiamo un prestigioso argento nel kumite a squadre di Christian Zanovello ai Campionati Mondiali di Saskatoon (Canada), due titoli italiani nella categoria Speranze di Stefano Zanovello, rispettivamente nel kumite e nel fukugo, e due primi posti al Trofeo delle Regioni sempre di Stefano Zanovello, tre bronzi nel kumite alla gara Internazionale “Coppa Shotokan”, rispettivamente di Alessia Averna, Christian Zanovello e Kamal Bougdaoua;

- momento “clou” dell’anno sportivo, la prestigiosa ed ambita vittoria del Campionato Italiano Assoluto di Combattimento a Squadre “serie A” conquistata dal “settebello” d’oro del BU DO KAN Zanovello Christian., Brogna Marco, Prandoni Matteo, Bougdaoua Kamal , Zanovello Stefano, Loner Riccardo, Melloncelli Andrea. Un titolo italiano che premia i sacrifici di tutti: atleti, dirigenti, genitori, il Maestro Gazich.

- successo bissato dall’altro splendido oro conquistato da Christian Zanovello nel Campionato Italiano Assoluto di kumite individuale – cat. – 75 kg., il suo 10° titolo italiano.

A seguire, gli innumerevoli ori, argenti e bronzi dei piccoli e piccolissimi ai GIOCHI PRIMAVERA e al TROFEO TOPOLINO.

Cresce anche la schiera delle nuove cinture nere:
ALESSIA CRESPI ( 17 anni) , FEDERICA IMPELLIZZERI ( 13 anni ) e ALESSANDRA LAZZARIN ( 13 anni) sono le giovanissime nuove leve che, presentatesi all’esame per ottenere la qualifica di cintura nera 1° Dan, ( la mitica cintura nera!) hanno brillantemente centrato l’obiettivo.

Ed al terzetto di nuove cinture nere si aggiunge anche ALESSIA BAULEO, 19 anni, che ha conquistato la cintura nera “sul campo” per meriti sportivi al “5° Campionato Italiano cinture marroni” svoltasi ad Abbiategrasso lo scorso 13 maggio: Alessia, classificandosi 2° nel kata, si è aggiudicata l’ambito riconoscimento.

Oltre alle neo-promosse cinture nere, Brogna Emiliano, Armando Malossi e Baschirotto Corinne si sono sottoposti alla Commissione d’esame per il passaggio al grado di cintura nera 2° Dan e sono stati promossi a pieni voti.

E procede anche la crescita tecnica dello staff che affianca il Maestro Gazich nell’insegnamento: un nuovo Istruttore, un nuovo Maestro, e tre nuovi allievi con il grado di V Dan.
Paola Mangiapan, neo promosso Istruttore, cura l’insegnamento degli allievi del Bu Do Kan nell’alto varesotto, a Laveno; Anna Gomiero, già Istruttore ed ora Maestro, è la segretaria del Bu Do Kan ed non appena gli impegni legati al suo ruolo glielo consentono, scende nel tatami per dedicarsi all’insegnamento.


I tre “assi” del Bu Do Kan che hanno ottenuto il grado di V Dan sono Alessia Averna, 31 anni, Christian Zanovello, 33 anni, e Marco Brogna, 35 anni.

Tre ragazzi che vantano una costanza nella pratica del karate di oltre 25 anni ed una carriera agonistica di tutto rispetto. Marco Brogna, 1° Atleta ad avere regalato al Bu Do Kan un titolo italiano nel 1988; Alessia Averna e Christian Zanovello, pluridecorati Campioni Italiani, europei e mondiali, ancora sulla breccia.

Tre nuovi 5° Dan al Bu Do Kan, “in un solo colpo” : un risultato straordinario. Abbiamo chiesto al M° Gazich un commento a questo evento:

“Sono molto orgoglioso, come Maestro, dei risultati di questi miei allievi che ho visto crescere qui in palestra fin da piccoli. Tra tutti i miei allievi, ben 5 hanno raggiunto il grado di 5° Dan, il massimo traguardo raggiungibile con esami – sempre estremamente selettivi e rigorosi - frutto di un percorso di lavoro, ricerca, allenamento, sudore e, naturalmente , pratica ininterrotta di anni. Marco, Christian e Alessia in questi anni hanno speso le loro migliori energie per il karate, sia come agonisti che come tecnici: ora hanno raggiunto un obiettivo molto alto e sicuramente continueranno la ricerca per il loro perfezionamento. Una crescita tecnica che é andata di pari passo con la loro crescita personale, come individui, come atleti, come educatori.
Questa costanza è un requisito di pochi: per loro questo è anche il coronamento di una carriera agonistica straordinaria, che li ha portati in questi anni sui gradini dei podi nazionali ed internazionali .
Il risultato ottenuto da Marco, Christian e Alessia ha un grande rilievo: la Commissione che li ha esaminati era presieduta dal M° Shirai, 9° Dan, punto di riferimento per il karate non solo in Italia ma anche nel mondo.
Non posso che essere orgoglioso come Maestro, perché so di potere contare su tecnici di altissimo livello, punto di riferimento per tutti i praticanti di karate del Bu Do Kan. Uno straordinario stimolo ad andare avanti sulla strada della serietà, della professionalità, del rigore e dell’educazione al sacrificio, requisito spesso dimenticato nello sport-spettacolo di oggi”.

Il nuovo anno sportivo inizia sotto i migliori auspici, dunque: tutti pronti a scendere in campo per nuovi appuntamenti agonistici e i nuovi impegni del calendario federale F.I.K.T.A..
Ma la Palestra di Via Dante 5 apre le porte anche ai nuovi “aspiranti” karateki: per adulti e bambini i nuovi corsi inizieranno ad ottobre.
Dal 24 al 28 settembre prendono il via le lezioni GRATUITE di prova per tutte le discipline : KARATE, DANZA, GINNASTICA , AEROBICA, GOSHINDO, SELF DEFENDER.

 

 

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